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Minori stranieri in carcere (29.5.06)

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Minori stranieri in carcere
(A. C. Moro , V. Belotti, R. Maurizio - Guerini e Associati Editore - pag. 280; euro 29,00)

La Fondazione Ozanam di Roma, che fa riferimento alle conferenze di San Vincenzo de Paoli, ha mostrato viva sensibilità nei confronti dei problemi degli “ultimi”, promuovendo la ricerca sul problema della criminalità minorile straniera e sui processi di criminalizzazione e carcerizzazione, che viene pubblicata nel prezioso volume “Minori stranieri in carcere”.

Tale opera non rappresenta soltanto l’ultima, purtroppo in tutti i sensi, fatica intellettuale di un grande uomo, di una grande giudice, di un grande maestro, di un grande intellettuale e organizzatore di lavoro intellettuale, quale è stato Alfredo Carlo Moro, splendidamente affiancato, in questo lavoro, da Roberto Maurizio e Valerio Belotti. Non contiene soltanto una utilissima ed esemplare ricerca su quell’ampia fascia della popolazione detenuta che è costituita dai ragazzi stranieri. Non espone soltanto una completa ed approfondita ricognizione critica sullo stato e la qualità della normativa in materia; né offre soltanto una panoramica sulle risorse socio-educative che, in alcune, ma significative aree territoriali, sono messe a disposizione.

“Minori stranieri in carcere” è, soprattutto, un vero e proprio servizio reso ad enti, uffici ed operatori che hanno competenze e responsabilità in questo campo. Sarà, infine, un servizio reso ai ragazzi stranieri, detenuti e non, ed alle loro famiglie, se i suoi diretti destinatari sapranno farne tesoro e applicazione.

Tanti sono i valori che il testo propone, ma quello richiamato con maggiore insistenza è il valore dell’eguaglianza. La Convenzione di New York (art. 2) ha sfondato la barriera della cittadinanza entro cui la Costituzione italiana (art. 3) aveva circoscritto la valenza del principio di uguaglianza. Moro era stato tra i primi a cogliere questo straordinario evento: “Il bambino è un cittadino” è un suo fondamentale testo, che aveva scritto per commentare la Convenzione di New York (Mursia, 1991).

Il bambino è, deve essere riconosciuto cittadino per la natura dei diritti di cui è divenuto titolare, per il diritto di parola che gli è stato finalmente conferito, ma soprattutto per il diritto di uguaglianza di tutti i minori, di tutte le etnie, nazioni, lingue, religioni, generi.

“Minori stranieri in carcere” evidenzia e censura la disuguaglianza a cui i minori stranieri, in particolare quelli ristretti nelle istituzioni detentive, sono condannati.

Evidenzia, pure, che l’uguaglianza richiede azioni differenziate e mirate alla specificità delle condizioni culturali, sociali, familiari e personali dei minori stranieri. Non si può agire a loro favore, limitandosi ad estendere loro quanto previsto per i ragazzi italiani

Ma per capire la peculiarità dei percorsi richiesta bisogna studiare, conoscere più da vicino i ragazzi, i loro vissuti, i loro bisogni, le loro aspettative, mettersi in relazione autentica con loro. E questo libro, anche grazie alle dirette testimonianze dei ragazzi interessati, ci aiuta farlo. Grazie.

Dott. Giancristoforo Turri