
Roma, 27 aprile 2026 – Un profondo cambiamento nelle procedure di rimpatrio dei minori migranti non accompagnati sta sollevando forti preoccupazioni nel mondo della giustizia minorile. Una norma inserita nel nuovo disegno di legge sull’immigrazione punta a trasferire il potere decisionale sui rimpatri dall’autorità giudiziaria specializzata (i tribunali per i minorenni) a quella amministrativa, affidandola direttamente ai prefetti.
La denuncia dell’AIMMF
L’Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia (AIMMF) ha espresso ferma contrarietà a questa modifica legislativa. Il presidente dell’associazione, Claudio Cottatellucci, ha evidenziato come la cancellazione del controllo giudiziario sulle procedure di rimpatrio rappresenti un indebolimento delle garanzie legali per i minori arrivati soli in Italia.
Fino ad oggi, la decisione sul rimpatrio è rimasta una prerogativa della magistratura minorile, incaricata di valutare non solo la volontarietà del minore ma, soprattutto, il contesto sociale e familiare in cui il giovane andrebbe a reinserirsi. “Si tratta di procedure avviate su richiesta del minore,” spiega Cottatellucci, “ma la valutazione deve rimanere giurisdizionale per proteggere i soggetti più fragili da possibili pressioni esterne.”
Il rischio di marginalità e criminalità
Secondo l’AIMMF, lo spostamento di competenze ai prefetti priva i ragazzi di uno strumento fondamentale di tutela e prevenzione. Il timore è che, senza una supervisione giudiziaria attenta al superiore interesse del minore, questi giovani possano diventare facile preda della criminalità organizzata.
Taglio ai percorsi di integrazione
Il disegno di legge non interviene solo sulle competenze decisionali, ma propone anche una stretta sui tempi dell’integrazione. La norma prevede infatti di interrompere i percorsi di assistenza e integrazione al compimento dei 19 anni, anziché ai 21 come stabilito finora.
I magistrati sottolineano che questa scelta rischia di essere controproducente: “Tagliare i percorsi significa vanificare le risorse investite finora ed esporre i giovani allo sfruttamento proprio nel momento in cui stanno completando il loro inserimento nella società.”
Il contesto europeo
La riforma si colloca all’interno del più ampio pacchetto sicurezza del Governo e dell’attuazione del nuovo Patto UE su asilo e immigrazione, previsto per giugno. Mentre l’iter legislativo prosegue al Senato, l’AIMMF continua a sollecitare un ripensamento per mantenere la centralità della giurisdizione specializzata nella tutela dei minori stranieri.
Sintesi dell’articolo di Alessandra Ziniti, pubblicato su “la Repubblica” il 26 aprile 2026.