Il dibattito sulle nuove misure del Governo contro la criminalità minorile si arricchisce di una voce autorevole. A commentare le scelte del nuovo Decreto Sicurezza, che punta su un inasprimento della risposta penale e su misure più severe per i giovanissimi, è Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (AIMMF).
Ospite di The Breakfast Club su Radio Capital, intervistato dai conduttori Andrea Lucatello, Riccardo Quadrano e Imma Baccelliere, il magistrato ha espresso una posizione critica rispetto a una visione incentrata quasi esclusivamente sulla punizione, illustrando i rischi di una risposta puramente repressiva.
I limiti della stretta penale e il valore della prevenzione
Forte della sua esperienza sul campo, Cottatellucci ha evidenziato le criticità del provvedimento e le priorità da seguire nella gestione del disagio giovanile:
- Punizione vs. Recupero: Affidarsi unicamente a risposte punitive e a pene più severe non si traduce automaticamente in una riduzione dei reati commessi dai minori. Al contrario, una logica puramente carceraria rischia di essere controproducente.
- La responsabilizzazione come via d’uscita: La giustizia minorile deve continuare a investire su istituti collaudati come la “messa alla prova”, che pongono il ragazzo di fronte alle conseguenze delle proprie azioni e favoriscono un reale percorso di recupero.
- Un’azione corale sul territorio: Per contrastare alla radice gli atti d’impeto e le derive violente di gruppo, è indispensabile agire preventivamente sostenendo la rete educativa: la scuola, la famiglia, i servizi sociali e le comunità territoriali.
👉 Per ascoltare l’intervista integrale a Claudio Cottatellucci e il dibattito completo in trasmissione, riascolta la puntata su Radio Capital.Claudio Cottatellucci su Radio Capital.