L’Italia, attraverso l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) guidata da Marina Terragni, ha annunciato la propria decisione di abbandonare la rete europea Enoc (European Network of Ombudspersons for Children). La scelta nasce dal rifiuto da parte della rete transnazionale di pubblicare una dissenting opinion (un’opinione di dissenso) della Garante italiana in allegato al documento annuale dedicato alla tutela dei diritti dei bambini e ragazzi Lgbtqia+.
La decisione ha sollevato forti perplessità e polemiche tra associazioni, magistrati e garanti regionali.
L’intervento di Claudio Cottatellucci (Presidente AIMMF)
Tra le prese di posizione più nette c’è quella di Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (Aimmf).
Senza entrare direttamente nel merito delle singole posizioni sul tema Lgbtqia+, Cottatellucci ha espresso una forte critica sul metodo e sulla scelta di ritirare l’Italia dal network europeo, definendola una decisione grave e non condivisibile:
- Sul diritto di dissenso: Cottatellucci ha ricordato come la possibilità di esprimere contrarietà sia «essenziale in ogni contesto democratico», evidenziando però che la Garante nazionale disponeva di molteplici strumenti per rendere note le proprie ragioni «senza per questo allontanarsi da un luogo di dialogo e di elaborazione comune sui diritti dei bambini e degli adolescenti».
- Sulla responsabilità istituzionale: Il presidente dell’Aimmf ha richiamato al senso del ruolo pubblico: «Chi ricopre temporaneamente un incarico di garanzia deve considerare che le proprie decisioni possono produrre effetti ben oltre la durata del mandato, compromettendo relazioni e percorsi di cooperazione costruiti nel tempo».
- La necessità di continuità: Secondo Cottatellucci, decisioni di questo peso richiedono un’adeguata ponderazione e un confronto istituzionale diffuso, perché la tutela dei minori richiede dialogo e cooperazione internazionale continui, anche di fronte a posizioni divergenti.
Per approfondire la notizia
Il dibattito tocca aspetti cruciali riguardanti il ruolo dei garanti, le posizioni espresse dalla Consulta dei ragazzi e le reazioni del Gruppo Crc e dei garanti regionali.
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